Il Barocco immateriale del Magistrato

di Nunzio Seminara

 

L’Europa ormai è dentro le nostre case. Anche in quelle che si faranno. Ché l’ Euro plus, la norma che ormai è Legge Costituzionale e che praticamente governa tutto l’insieme della legislazione vincolando ogni attività amministrativa pubblica ai vincoli di bilancio, ha prenotato il suo ingresso per il futuro delle case, non solo delle cose, che si faranno.

E se per un eccesso di scrupolo un Ente Pubblico dovesse ripensarci, il parere del magistrato contabile e di quello amministrativo rifaseranno nel giusto percorso della giustizia il rispetto della legge.

Euro plus che, a parte la definizione che proviene dall’indicare “più Europa”, per come si leggerà più avanti, potrebbe tradursi in “un euro va più che bene”.

Ovvero, riprendendo un motto che è stato attribuito al grande Architetto tedesco Mies van der Rohe, figlio della Bauhaus,il meno è il più”, si potrebbe leggere che: 

 

Siamo al 3 ottobre, anno di grazia 2018. E di Giustizia. Che grazia!

Giorno che sancisce in via definitiva la questione sollevata alla Magistratura Amministrativa di secondo rango da un Ente locale, il Comune di Catanzaro, capoluogo della Regione di Calabria dai fatti rrriggitani ormai preistorici del “Boia chi molla”, per aver soddisfatta la delibera consiliare che soddisfa le casse comunali per i costi della progettazione urbanistica della città, il “Piano Strutturale”, secondo l’offerta più vantaggiosa presentata da un Architetto in un concorso pubblico promosso dal Comune.

  • Prestazioni professionali = € 01,00 (sì, eurouno…..), tra l’altro onere non previsto, infatti il Comune aveva chiesto alla Corte dei Conti di bandire il concorso a titolo gratuito, tanto che dovrà pagare la parcella di 1 euro!, grazie al Giudice di Stato.
  • Previste in appalto un Rimborso Spese per = € 250.000,00

 Apriti cielo!

Tutto Il mondo degli Architetti degli Ordini Professionali di categoria, dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, sono insorti dopo l’ennesimo schiaffone alla loro dignità etico-professionale. A ruota si sono aggregati tutti gli altri tecnici, Ingegneri, Geometri, Periti tecnici di tutte le competenze che agiscono sul territorio, dagli Edili, agli Agrari, agli Elettrotecnici, eccetera. In verità, trattandosi di incarico Urbanistico, i più allarmati, oltre gli Architetti, sono stati gli Ingegneri.

 Dietro, gli Avvocati, che invero, fortissimamente si sono immediatamente attivati a difesa della qualità delle professioni perché, è pure scritto in successive pronunce ed atti, si trattava da tempo di problema che li aveva interessati.

Intanto le Tesorerie comunali si sfregano le mani.

Se Mies van der Rohemonumento inossidabile appartiene alla Storia dell’Architettura, il Giudice “di Stato”, ha invece il privilegio di essere citato da oggi nelle storie della Storia degli Architetti, che sono sempre di più e valgono sempre meno.

 

 Estrema ratio, come da prassi amministrativa, non resterebbe che il consulto alla Consulta, il più alto scranno dei Giudici delle Leggi. Ricorso che non avverrà, come vedremo avanti.

Il Baroccoquale identità che ancora non si esaurisce Si potrà forse leggere la Storia che oggi non sembra trovare una sua identità.

E’perplesso Mies, seduto sulla sua sedia, e il sigaro è ancora acceso. Come il Barocco.

 

 

 

 

Roma. Piazza Capodiferro, che prende il nome dal palazzo di proprietà Cardinale Gerolamo Capodiferro.

Il palazzo cinquecentesco fu acquistato dal 39enne Cardinale Bernardino Spada che nel 1632 affidò i lavori di ristrutturazione ad un gruppo di Architetti fra i quali l’Archistar del tempo, il Cavalier Francesco Borromini.

Cardinale Bernardino Spada Stemma della Famiglia Spada

 

Il bassorilievo dello stemma degli Spada segna il cambio della proprietà del

Palazzo da un Cardinale all’altro, da Capodiferro a Spada

 

La mano di Borromini in Palazzo Spada ha dell’incredibile. Non si tratta forse di Architettura quanto di un messaggio, che nel suo disegno esprime il senso di quella mutazione dell’uomo del ‘500, centro del cosmo, che trasforma l’autonomia del suo pensiero e viene indirizzato nelle regole precostituite.

Dal disegno della città che guida i pellegrini verso i luoghi della devozione e mistifica l’imposizione, quasi la nasconde, concedendo improvvisazione e sregolatezza alle forme classiche di palazzi e di chiese per segnare il passaggio dei fedeli fino al viaggio della penitenza.

 L’ Inquisizione, detta “Santa”, prelude alla lunga guerra ai “95 pizzini del protestantesimo. Quelle “95 tesi” di Lutero nate, come motivo dirompente, dalla contestazione agli oboli delle penitenze in suffragio dei peccati che “concedeva” alla totalità degli uomini la salvezza eterna.

In parole povere, lo strapotere della Chiesa veniva contestato prendendo spunto dal finanziamento ai debiti che la Chiesa intendeva risanare con la confessione che “perdonava” con l’obolo, e così manteneva la sua preminenza sulle anime terrene.

Tutte peccatrici.

 Non si vuole aprire qui un dibattito filosofico e religioso che già tanti esperti hanno sviscerato nei trattati dotti e illuminati.Si vuol semplicemente riflettere su alcune analogie che vanno lette nell’Architettura che diventa un libro aperto sulla Storia del mondo.

 

Borromini è un irrequieto.

 Non è solo un inventore di volumi che si muovono nello spazio. Sembra infatti rivendicare la sua autonomia di padrone del progetto. Quasi un rimpianto verso il secolo che l’ha preceduto.

Non dissacra il potere, che tra l’altro è il suo committente.

Lo asseconda.

Ma incide la sua subliminale ribellione smembrando forme e regole della geometria.

Vuole inventare la proiezione verso luoghi lontani partendo da dimensioni limitate di altezze e di superfici.

Come nel cortile del Palazzo, dove disegna una galleria impossibile che scruta in un giardino lontano e fa da sfondo una piccola statua che raffigura il dio della guerra, Marte.

 

 Pianta di Palazzo Spada: in rosso

l’ingresso alla “galleria Borromini”

 

La Galleria di Borromini scruta e allontana un giardino che in realtà è vicino all’osservatore

Pianta e sezione longitudinale della Galleria e rappresentazione reale delle proporzioni

  • l ’ingresso è largo circa m. 2,50 e l’altezza e di circa m. 4,60
  • la lunghezza è poco più di m. 8,00
  • il giardino in fondo è quasi di m. 2,00 x 2,00

 

Effetti:

  • la Galleria sembra superare la lunghezza di m. 40,00
  • la piccola statua nel giardino sembra alta poco più di m. 2,00

 

La statua in fondo nel piccolo giardino

 

Evidenza dell’illusione ottica

Visione prospettica dell’ingresso Astrazione degli elementi strutturali

La successione degli elementi scompone la forma,lo spazio diventa virtualela realtà è una illusione.

Questa l’invenzione del Cavalier Borromini che assecondava “il potere costituito” e nello stesso tempo lo rivoluzionava, legittimando l’irregolarità del disegno degli stessi archetipi strutturali,

qui, forse nell’esempio più sintetico della sua architettura.

A Palazzo Spada. Che oggi è sede del Consiglio di Stato, massimo organo della Magistratura Amministrativa.

E, quale coincidenza illuminante, proprio Paolo, il padre del Cardinale Spada, Consigliere di Stato: gossip che inconfutabilmente lega la Storia degli uomini alla Storia dell’Architettura.

 Tempi di oggi, quando si potrebbe desumere, senza che possa apparire un azzardo, che adesso “il Barocco” non sia dell’Architetto. Ma di un Magistrato. La rivoluzione è nello scambio dei ruoli.

Anzi, se l’Architetto è l’interprete della qualità del progetto del territorio e nella città, il Magistrato, che controlla le leggi del territorio e delle città, sottraendo la qualità al progetto lo sostituisce e lo vincola al proprio magistero.

Infatti progetta il controllo come Borromini, che scompone le regole e le ricompone nel disegno che la legge della geometria e del costruire impongono.Stesso percorso, nello spazio geometrico delle leggi che spesso, o quasi sempre, illudono il conseguimento dei fini.

Nel nostro caso, il fine è il bene comune che si esprime nella qualità del progetto del territorio.

Qual è il “caso”.

Il Comune di Catanzaro deve procedere all’affidamento dell’incarico di progettazione dello strumento urbanistico della città (Piano Strutturale).

Le casse comunali sono gravate dall’onere dei costi di progettazione da assegnarsi nell’espletamento di concorso pubblico di progettazione. Da qui si susseguono ben quattro pronunce: due della Corte dei Conti (Sezione Regionale di Controllo), una del T.A.R regionale ed infine una del Consiglio di Stato.

LA CORTE DEI CONTI

Atto di valutazione del 29 gennaio 2016:

in ordine alla possibilità di costituire uno staff tecnico che dovrà redigere il Piano Strutturale Comunale, ricorrendo ad apporti professionali esterni alla propria pianta organica prestati a titolo gratuito a favore dell’Ente, quindi recisa con chiarezza, che “ l’Ente pubblico è tenuto a rappresentare nel bando di concorso le specifiche esigenze progettuali necessarie per il raggiungimento del fine istituzionale e la puntuale descrizione della prestazione d’opera richiesta; dovrà attivare una procedura concorsuale in linea con il principio di rispetto della libera concorrenza”

Così, non proprio subliminalmente, anticipa “il verdetto”del Consiglio di Stato del 3 ottobre 2017, affermando che “l’indiretto vantaggio, anche economico, discendente dall’aver conseguito quello specifico incarico professionale”, e che inoltre,concorrerà ad accrescere il prestigio professionale e la notorietà da parte del progettista candidato”.

V’è di più, perché diventa perfino competente nella disciplina urbanistica, validando la rispondenza della progettualità candidata alle specifiche caratteristiche tecniche espresse nel capitolato di gara.

Parere del 10 febbraio 2016:

seppure con ragionamento diverso, l’Amministrazione comunale può «procedere alla indizione di un bando pubblico per il conferimento di incarico gratuito di redazione del nuovo piano di sviluppo comunale, con la previsione del mero rimborso delle spese sostenute……onde consentire la valutazione oggettiva degli elaborati tecnici che vengono così prodotti, senza pretesa di corrispettivo dai tecnici interessati a prestare appunto gratuitamente la propria opera professionale».

 

COMUNE DI CATANZARO – Giunta Comunale n. 33 del giorno dopo, 17 febbraio 2017:

dopo i pareri della Magistratura Contabile formula “un bando che preveda incarichi professionali a titolo gratuito, delegando il dirigente del settore Pianificazione territoriale all’approvazione dello stesso con determinazione dirigenziale”,

e, “avendo ……. stimato il valore della prestazione pari ad “1,00 euro” e stabilito che “l’appalto è a titolo gratuito”, salva la previsione di una somma di euro 250.000,00 comprensiva di iva a solo titolo di rimborso spese per come indicato nel disciplinare di gara”.

 

T.A.R.DELLA CALABRIA, Sentenza 13 dicembre 2016:

facendo seguito a numerosi ricorsi degli organi di rappresentanza delle professioni (Architetti, Ingegneri, Geometri), riconosce, in estrema sintesi,

la legittimazione ad agire dell’ordine professionale che faccia valere l’interesse omogeneo della categoria, anche se in concreto il provvedimento ritenuto lesivo sia ritenuto “vantaggioso” da singoli professionisti.

 

CONSIGLIO DI STATO, Sentenza 3 ottobre 2017:

conferma la legittimità del concorso di progettazione indetto dal Comune di Catanzaro che assegna € 1,00 per la progettazione e € 250.000 per tutte le spese conglobate.

Introduce la espressione di economia immateriale” supponendo remunerativo l’incarico professionale agli esclusivi fini pubblicitari del progettista per il ritorno della sua immagine, foriera di una carriera di prestigio. Fa anche riferimento a procedure consolidate come il mecenatismo per lavori di restauro di Beni Architettonici.

Tanto per disporre le modifiche sulle previsioni di bilancio degli Enti nel rispetto della normativa vigente, precisando il rispetto della nomofilachìa, termine che i magistrati adottano quando indicano l’uniforme interpretazione delle leggi e del Diritto, indicando per l’appunto le norme europee che si riconducono al “pacchetto” del Piano europeo del 2011. “Patto” chiamato Euro Plus, divenuto proprio il 25 ottobre 2017,Legge di Delegazione Europea (vv. copertina pizzofalcone 24), che dispone rigorosamente le misure economiche e fiscali per tutti i Paesi Membri e che in Italia seguì, come avanti si espone, procedure parlamentari di Camera e Senato in modo molto scorrevole.

 

Infatti:

marzo 2011, il Capo dello Stato e del Governo dànno il loro assenso alla norma che dovrà fissare i limiti degli indebitamenti del Paesepochi giorni dopo si ha consenso del Consiglio Europeo quindi le norme “così condivise”seguono l’iter parlamentare dal novembre al febbraio del 2012 e diventano Legge dello Stato validato da una Legge Costituzionale (n. 1 del 20 Aprile 2012).

 Tra l’altro, il rispetto dei vincoli di bilancio viene confermato sette giorni dopo la sentenza del Consiglio di Stato da una sentenza dell’11 ottobre 2017 emessa ancora dalla Consulta chiamata ad esprimersi sullo stesso tema dei vincoli che i bilanci di Enti locali devono rispettare.

 Per questo si è precedentemente affermato che il ricorso straordinario al Capo dello Stato avverso la Sentenza del 3 ottobre di Palazzo Spada di cui si argomenta non avverrà: come potrebbe infatti essere accolto quando una serie di pronunce dimostrano come sia blindata nella gabbia legislativa che le è stata costruita intorno, quando poi il parere ultimo del Capo dello Stato dovrà essere valutato dallo stesso Ordinamento Amministrativo che lo ha emesso, e quando lo stesso Capo dello Stato, nella qualità di Giudice Costituzionale è stato interprete (Sentenza n. 39 del 2014) dellaappartenenza all’Unione europea (il Patto Euro Plus) che impone all’Italia di rispettare un determinato equilibrio complessivo del bilancio nazionale e di assicurare la sostenibilità del debito pubblico”?

Ricorre anche all’iperbole dellurbanistica associataall’appalto di opere pubblicheche si assegnano al ribasso massimo che sappiamo. E che tanti benefici producono.

Non erano infatti sufficienti i molteplici pareri e sentenze della magistratura contabile ed amministrativa che assegnano alle progettazioni la validazione diservizi tecnici, pertanto soggette alla disciplina degli appalti pubblici. Conseguenza della maldestra interpretazione del liberismo che dalla cancellazione delle tariffe professionali ha traslato lo specifico valore intellettuale del progetto alle procedure degli appalti pubblici.

E, in verità, con un pizzico dicomplici degli stessi disattenti Ordini Professionali che perseguono la istituzione di associazioni temporanee fra professionisti, alle quali può affiancarsi l’eventuale contributo di “capitali esterni”, formula che configura la professione tecnica nell’alveo delle attività imprenditoriali e non intellettuali, rifasandola al mercato delle merci e ridimensionadone, naturalmente, il merito e la qualità culturale di cui si fanno paladini e garanti per la società.

Varrebbe la pena risalire alla Legge delle Leggi dello Stato, la Costituzione, che esalta la dignità del lavoro sia nel pubblico sia nel privato come valore sociale ( nota di commento di Meuccio Ruini, relatore dell’art. 41 nell’Assemblea Costituente del 1948).

 

 

Il Senatore Meuccio Ruini, membro dell’Assemblea Costituente

 

Ma, ancor più documentando, secondo il Magistrato, l’esecuzione del progetto urbanistico,“p determinare gli scomputi delle opere di urbanizzazione conseguenti alle concessioni edilizie ed ai piani di lottizzazione, ricadendo perciò la sua attuazione nella disciplina degli appalti.

Trattasi degli“effetti utili della pianificazione del territorio contemplato nella giurisprudenza europea.

 

 

Intanto, il 31 dello stesso mese di ottobre, l’Archistar Renzo Piano,Senatore a Vita da quella legislatura del 2011,davanti a festose rappresentanze di politici e di tecnicidi ogni livello,formalizza il dono al Comune di Genova il progetto della pianificazione urbanistica del “Waterfront”, che forse sarebbe meglio dire il “versante a mare, nell’italiano ormai in disuso, ma certamente più poetico. Esempio illuminante di progetto gratuito.Qualigli “effetti”? “Utili”?

 

Otre ad approfondire questo assunto, varrebbe però riflettere che in una legislazione italiana che ha recentemente fatto sua la bandiera dell’anticorruzione, dovrebbero essere altrettanto rilevanti altri effetti “collaterali” al progetto urbanistico:la lievitazione del valore delle aree fabbricabili e degli espropri, gli importi degli appalti pubblici, le stime immobiliari delle residenze e delle attività del terziario. E così via.

 

 

La “Torre dei Piloti”, il progetto efficacemente leggero nel profilo del porto di Genova, opera sempre del Senatore a Vita, l’Archistar Renzo Piano, dono alla città di Genova del settembre 2015 che anticipa l’altro dono, il progetto del “Versante a Mare” (Waterfront) del 31 ottobre 2017. Esempi continui di progettazioni gratuite.E gli “effetti” non tarderebbero ad “effettuarsi”.

 

 La Torre dei Piloti di Renzo Piano in un’altra immagine suggestiva

e stimolante per i suoi “effetti” nel rilancio delle attività portuali di Genova.

 

Ma, sarebbe forse il caso di domandarsi, oltre agli utili degli effetti per l’immagine dei progettisti,sarebbero escluse anche alcune formule che il giudice penale ha fatto proprie, come il“concorso esterno in associazione a delinqueree l’assunto del“non si può non sapere”?

Mine vaganti nelle istruttorie, o meglio nelle indagini”, dalle quali non sono mai stati esentati né le amministrazioni pubbliche né le afferenti strutture tecniche.

Già, l’“effetto utile”del Magistrato, quasi un’allegoria.

Siamo nel Barocco delle leggi. Dei pesi e delle misure. Non sempre coincidenti.

 

 

Il Barocco di Borromini, con il suo più autentico interprete, si svincola dai rigidi parametri delle regole del costruire e si realizza, guarda caso,ella galleria dello stesso Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato,lunga circa otto metri che sembrano quaranta, dove modifica le altezze alle estremità,ollevail piano di calpestìo e altera così ogni prospettiva della geometria euclidea.

Architettura immateriale di un’immagine reale: la piccola statua di Marte,nel piccolissimo giardino in fondo a quel percorso che sembra lunghissimo, si trasforma nelle dimensioni che l’ effettoottico amplifica e rende “utiliper le dimensioni che si vogliono presentare di una realtà virtuale.

Come nel concorso al quale ricorre il Comune di Catanzaro, per un incarico prestigioso da svolgersi a titolo gratuito, e che viene premiato, si fa per dire, col compenso di un solo euro.

 

 

Barocca è l’architettura giurisprudenziale del Magistrato, che sembra al tempo stesso urbanista e progettista del più rigoroso Barocco, mentre assembla leggi e regole per non superare i vincoli dei bilanci dell’Ente pubblico e le finalizza al minor costo di una prestazione intellettuale.

Non solo, e mistifica la qualità e le “assegna” il valore evanescente di un bene immateriale.

Ma Borromini era ben remunerato, come certamente oggi lo è il Magistrato. Meritoriamente.

Chissà se parteciperebbero al concorso di Catanzaro.

 

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