EUROPA & DINTORNI

Tornando indietro

fra rami dei 100 anni dell’albero

genealogico di questa Europa

di Nunzio Seminara

 

 

 

PESC

Politica Estera e di Sicurezza Comune

 

ovvero

 

CFSP

Common ForeignandSecurityPolicy

E’, per il 2° pilastro, il settore che si occupa della politica estera e della sicurezza dell’Unione Europea.

La sua organizzazione è affidata all’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza e dal Servizio Europeo per l’ Azione Esterna.

La politica estera dell’Unione Europea ha l’obiettivo di coordinare la politica europea tra le comuni politiche estere degli stati membri e verso il resto del mondo e della sicurezza all’interno della UE.

 

 

 

Federica Mogherini ,dal 1° novembre 2014

Alto Rappresentante del PESC

Nel 1999 il Trattato di Amsterdam, in tema di sicurezza, introdusse alcuni cambiamenti nella PESC, assegnando all’UE, la promozione delle operazioni di peace-keeping che tuttora svolge.Il Comitato militare dell’Unione europea (European Union Military CommitteeEUMC) è un dipartimento di ufficiali delle forze armate europee, fornisce consulenza militare al PESC ed all’Alto Rappresentante con compiti di supervisione.

L’EUMC è il massimo organismo militare istituito nell’ambito del Consiglio. Esso:

  • dirige tutte le attività militari nel quadro EU
  • offre consulenze militari al Comitato Politico e di Sicurezza (CPS)

Il Gen. Rolando Mosca Moschini

 

ha iniziato “il mestiere delle armi” nel 1954 da Allievo della Nunziatella

dal 2004 al 2006 è stato il primo Generale Italiano Presidente

del Comitato Militare dell’Unione Europea

Consigliere Militare del Presidente della Repubblica (2006 – 2015)

Il Gen. Claudio Graziano

 

in Italia è oggi Capo di Stato Maggiore della Difesa

è in predicato per ricoprire prossimamente

l’incarico di Presidente dell’ UECM

il 3° pilastro

GAI

Giustizia Affari Interni

La cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale persegue l’obiettivo di creare uno spazio europeo di libertà, di sicurezza e di giustizia all’interno dell’UE.

Il GAI venne istituito nel Trattato di Maastricht (1992) e successivamente,ad Amsterdam (1999), ogni questione in merito alle immigrazioni illegali, ai visti ed all’asilo e della cooperazione per i procedimenti giudiziari in materia civile divenne di competenza del primo pilastro (CE). (Comunità Europea). Per questo al GAI è attribuito l’ambito penale della Cooperazione, mentre alcuni altri ambiti che riguardano gli “affari interni” sono di interesse sia del primo sia del terzo pilastro.

LaCorte Europea per i Diritti dell’Uomo è un organismo del Consiglio Europeo, non dell’ EU, e i ricorsi verso detto Istituto non attengono alle competenze del GAI, come spesso si commenta impropriamente in emendamenti o sentenze pubblicizzate.In tema di Giustizia “comune” il processo è sempre in revisione, doing by doing, dato che ogni Paese membro risponde alle proprie Costituzioni Istituzionali.

 

STRUMENTI

 

ISO

Organizzazione Internazionale per la Normazione

 

 

ISO deriva dal greco ἴσος (isos) ed il significato è “uguale”. Il termine, di comprensione universale, è adottato a livello mondiale per la definizione di norme tecniche specifiche in ogni campo delle normative emesse.

E’ oggi un riferimento per gli standard che garantiscono la rispondenza alla normativa ufficiale per le lavorazioni di qualsiasi prodotto industriale, fino alle definizioni dei marchi di interesse pubblico.

 

l’ euro

il glifo dell’ euro

 

La valuta unica europea è l’EUR, che graficamente risponde alle caratteristiche standard ISO 4217,il cui logo ha ancora oggi una paternità un po’ confusa.

Dopo la presentazione di dieci progetti originali, solo due sarebbero stati selezionati. Quattro esperti ne selezionarono due, ma non furono divulgati ufficialmente. Si diffuse ufficiosamente il nome del belga Alain Billiet quale ideatore del simbolo.

 

Alain Billiet

Il glifo, termine che deriva dalla definizione di un segno grafico che rappresenta una forma curva e mutevole di una decorazione, è stato riferito al simbolo prescelto per rappresentare la valuta europea, e che si ispira alla epsilon greca, la ε, in analogia alla E di “Europa“. Due linee orizzontali che la tagliano rappresenterebbero la stabilità.

Il tedesco Arthur Eisenmenger, già capo disegnatore grafico per la Comunità Economica Europea, sostenne di avere avuto lui l’idea prima della Commissione europea.

Arthur Eisenmenger

l’ euro: disegno tecnico e

proporzioni del glifo tipografico

BCE

Banca Centrale Europea

La Banca Centrale Europea è succeduta all’Istituto Monetario Europeo, il 1° giugno del 1998 sei mesi prima dell’euro il 1º gennaio 1999. All’euro hanno aderito i Paesi membri di quei giorni : Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna.

 

L’italiano Mario Draghi è attualmente

Presidente della Banca Europea

 

Controlla la stabilità dell’euro e, praticamente,è il referente unico per tutte le attività finanziarie

dell’UE, fra i Paesi Membri ed i rapporti che essi avviano all’esterno dell’Europa.

Di fatto è l’ago della bilancia della politica economica Europeo.

 

 

INTORN O ALLA UE

 

Intornoalla UE ci sono due organismi internazionali nati quasi in contemporanea con il progetto Europa Unita.

  • Il primo, l’ONU, che ha lo scopo di preservare la pace nel mondo, anche usando lo strumento militare con l’ausilio dei Paesi che ne fanno parte e di assistere i Paesi che ne abbiano bisogno in attività di assistenza sociale ed umanitaria nei casi di calamità naturali o nelle emergenze sanitarie.
  • Il secondo, la NATO, ha scopi prevalentemente di carattere militare per la difesa e per la sicurezza dei Paesi membri, nonché per il sostegno e per l’ assistenza al primo, l’ONU, nei casi in cui dovessere essere chiamata a svolgere tali funzioni.

ONU

L’Organizzazione delle Nazioni Unite, in sigla ONU, spesso abbreviata in Nazioni Unite, è un’organizzazione intergovernativa a carattere internazionale. nata il 24 ottobre 1945 sulla scia della vecchia Società delle Nazioni. Vi aderiscono 193 Stati del mondo sul totale dei 196 riconosciuti sovrani.

L’ONU si occupa di tutti gli argomenti di interesse sociale e rivolge attenzione alle questioni che vengono sollevate nelle materia in tema di assistenza umanitaria a “tutto tondo”. Dall’assistenza umanitaria, a quelle sanitaria e dell’alimentazione alla sicurezza, sia a difesa della pace fra i popoli del mondo sia a tutela della legalità, la libertà e gli inalienabili diritti dell’uomo alla vita sociale.

Sicurezza è parola paradigmatica che apre a molteplici interpretazioni. Prima di tutte quelle che richiedono “assistenze” di carattere militare. L’ONU non fa la guerra, ma deve, di istituto, essere garante della pace nel mondo (baschi blu). Si avvale di organismi”paralleli” ad essa afferenti per i problemi di salute pubblica, di “fame nel mondo”, di sostegno alle emergenze sociali e territoriali,anche conseguenti a disastri per eventi di calamità naturali.

Per le “questioni militari”, l’ONU non ha proprie strutture cui affidare i principi del suo istituto.Negli ultimi anni, o meglio decenni, i Paesi europei sono molto impegnati ad assolvere alla “chiamata alle armi” da parte dell’Onu, di certo per risolvere la tutela della pace, con missioni di peacekeeping.

Le missioni di peacekeeping, espressione dai confini labili con i peace enforcing, peace building, peace making, così definiti con le alchimie lessicali dell’ inglese ufficiale ad usum dei media e di chi li presenta alla Storia, come l’uso delle armi è esso stesso equivocato, anche in modo malevolo quando viene adottato, in specie oggi, quando il tradizionale “assalto alla baionetta” appartiene al passato. Le strategie e le tattiche militari, con la dotazione di mezzi e di tecnologie sempre più all’avanguardia ed efficienti, per quanto moderne, sempre dell’uso di armi trattano.

E’ “moderna”, è cioè una guerra uova”, ma sempre guerra è.

NATO

North Atlantic Treaty Organization

che, guarda caso, in francese si scrive al contrario

OTAN

Organisation du Traité de l’Atlantique Nord

 

La Bandiera della NATO

Organizzazione internazionale per la collaborazione nell’esclusivo settore della Difesa e della sicurezza, istituito con un trattato, il Patto Atlantico, firmato a Washington, il 4 aprile 1949, subito dopo l’immediato secondo dopoguerra, entrato in vigore il 24 agosto dello stesso anno.

Attualmente, nel 2017, i Paesi sono diventati 29.

E’ sorto come organismo indispensabile per il mondo “Occidentale”, che nei Paesi promotori, Stati Uniti d’America, Canada, Regno Unito, Francia, Norvegia, Italia e altri Paesi dell’Europa occidentale, dopo la seconda guerra mondiale dovesse strutturarsi nella fattispecie, come un’alleanza preventiva fra Paesi pur aventi diversa guida politica di Governo per la difesa dei propri principi politici che si confrontavano, in modo non solo competitivo, ma per lo più “aspro”, con quelli dell’ideologia della Unione Sovietica di quegli anni e dei suoi Stati satelliti.

I Paesi della NATO nel mondo

L’Italia, uno dei primi e più attivi Paesi membri dell’ONU e della NATO, a seguire il dettato della Costituzione Italiana del 1948.

Costituzione Itaiana – Art. 11

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Lo strumento militare istituito dalla NATO è affidato ad uno specifico Comitato.

NATO

Military Committee

Il Comitato Militare (Military Committee – NMC) ha funzioni operative ed esecutivche esercita con il comando delle forze militari dei Paesi membri e la supervisione della loro integrazione, dell’addestramento e ne supporta la ricerca e l’innovazione dei mezzi e delle strutture affidategli.

La struttura:

  • ACO, Comando Alleato per le Operazioni Alleate (Allied Command Operations,), responsabile della condotta delle operazioni NATO a livello mondiale.
  • ACT, Comando Alleato per la Trasformazione (Allied Command Transformation,), responsabile della dottrina operativa, logistica ed addestrativa NATO.

 

 

Gen. Giuseppe Mancinelli

È stato il primo Ufficiale italiano al comando del

Comitato Militare della NATO dal 1956 al 1957,

mentre era anche Capo di Stato Maggiore della Difesa

Italiana (1955 – 1959)

 

Ammiraglio Guido Venturoni

 

È stato il secondo Ufficiale italiano a

presiedere al Comando del Comitato Militare

della NATO dal 1999 al 2002

 

Ammiraglio Giampaolo Di Paola

 

Allievo della Scuola Militare Navale “Morosini” nel 1961

Terzo Ufficiale italiano ad aver l’incarico

di presiedere al Comando del Comitato Militare della NATO

dal 2007 al 2008

Dopo il 1945 maturavano le divisioni fra mondo occidentale e mondo orientale in un confronto di una vera e propria guerra, che la Storia disegna per i posteri come Guerra Fredda. Era inevitabile che “dall’altra parte” nascesse un alter ego della NATO.

 

PATTO DI VARSAVIA

 

ufficialmente

Trattato di amicizia,

cooperazione e mutua assistenza

Il “confronto” politico ed ideologico che coinvolse il mondo negli anni ’50 fu, per l’appunto, chiamato “seconda Guerra Fredda”: nel 1955, a Varsavia, nella capitale polacca, si istituì il Patto di Varsavia, quasi contestualmente, pochi giorni dopo, dell’ingresso nella NATO della Germania Ovest. Ma certamente non era questo un evento casuale, perché i tempi erano maturi: il “Fronte dell’Est” doveva organizzarsi a sua volta militarmente per contrastare il mondo “occidentale”.

 

 

I L GLIFOB A R O C C O

L’Europa Unita.

Un sogno, quasi ancora, di un progetto che stenta ad essere compiuto.

Un sogno che per avverarsi richiede imposizioni. Mercato più libero. Scambi commerciali favoriti da tassazioni “riservate” agli aderenti al progetto. Mobilità di cittadini dei vari Paesi membri senza rigidità di controlli. Modalità di misurazione per l’adeguamento delle produzioni industriali agli stessi parametri di riferimento. E tant’altro ancora, sempre per omologare e per livellare la riconoscibilità dei sistemi normativi di tutti i Paesi membri.

 

Imposizione di un sistema. Come il “Barocco” nell’Europa di quasi cinque secoli fa.

Dopo il Concilio di Trento, 1545 1563, quando la Chiesa dovette intervenire drasticamente per segnare il passo alle divisioni impresse dalle “eresie” luteriane.

E rimettere ordine ai dettati del Vangelo.

 

Era un sogno impositivo.

Uniformità di procedure e omologazione di arti, mestieri e professioni riportate sullo stesso piano e senza privilegi, non più caste aristocratiche ed intoccabili.

Come oggi quelle delle enfasi europee che sembrano, con metafora divertente e non dissacratoria, per il Barocco….., associare il disegno del primo violino all’euro della moneta unica.

….dalla sinuosità del violino di Andrea Amati, siamo nel 1565,……

il glifo dell’ euro e il violino con la chiave del “Do” o dell’?

…al glifo di Giuseppe Capogrossi esorcizzato da oltre 40 anni!………

Capogrossi, superficie 294, (1958) e il suo glifo

….. quasi una premonizionedell’imprimatur di un credo comune,

da un disegno dell’arte a quello di un’arte della politica

R I F L E S S I O N I

 

l ITALIA l

Lire 1936,26 = €1

….. la Bandiera italia

…..e le imposizioni ISO, che hanno uniformato persino i prodotti artigianali.

….ma la pizza no!,“Così è se vi pare…!

P I A V E    n o s t r u m

 

 

Bandiere contro?

 

L’ “avanguardistaRichard Kalergi nel 1922, con la Pan-Europa intendeva promuovere un indirizzo tecnocratico per una unione d’élite di Paesi Europei.

Il Manifesto di Ventotene prefigurava invece una vera e propria Federazione con Parlamento eletto dal popolo. a suffragio universale e perciò guidato da un governo democratico con poteri reali in alcuni settori fondamentali come l’economia e la politica estera.

Storia di popoli“insieme” nello stesso progetto. Che oggi, sembra una “joint venture variabilefra Paesi associati temporaneamente, finchè durano i reciproci interessi, come per le imprese negli appalti.

E sei singoli Paesi non tengono il passo di un mercato incalzante, si profila la procedura delventure capitaldegli Stati, cioè, i Paesi “più abbienti”, dai Governi più forti economicamente, assumono il ruolo di “guida” o di battistrada, quali unici garanti degli interessi comuni.

Procedura adottata anche autonomamente, senza mandato formale, main nome e per conto degli altri Paesi, spesso con l’autoferenzialità non sempre condivisa.

 

Perché la UE è ancora oggi un “sistema federativo” senza essere Federazione, dove, nel suo svolgersi nel progetto “comune”, è sempre più frequente assistere ad un avvicendarsi di relazioni non sempre convergenti e più spesso conflittuali. Anche con “proiezioni” verso l’esterno.

 

Dante Alighieri, la Divina Commedia, canto VII

 

gli accaparratori e i prodighi

 

…… facevano rotolare,

in un giro continuo e in direzioni opposte,

pesanti macigni che simboleggiavano il peso dell’oro,

l’ avaro, che li raccoglieva e li custodiva, e

il prodigo,che li disperdeva con eccessiva disinvoltura

 

Illustrazione di Paul Gustave Doré, tavola22

 

 

Non solo gli aspetti Istituzionali europei e del motore economico che li sostengono sono sempre in un rodaggio continuo, visto che quelli militari e per la sicurezza, per quanto riscuotano sempre maggiorconsensi nella operatività delle missioni che l’UE è chiamata a svolgere, stentano, nell’indirizzo politico che li adotta.

La maturità di un Europa, soggetto coeso che rappresenti una politica militare unica e condivisa, sembra, a volte, ancora “liquido”.

“ …..La missione in Iraq è probabilmente una delle più controverse, per come venne avviata l’invasione da parte degli USA, con dolorosa spaccatura tra i Paesi dell’Unione Europea”.

Così,causticamente e senza remore, il Gen. Vincenzo Camporini nell’introdurre il libro, “Nassirya: Diario di una strage”, (Ed. Castelvecchi, 2013, di Cosimo Visconti, Brigadiere dei CC, superstite quel 12 novembre 2003 a Nassirya),crudo reportage di quei fatti che ancora bruciano le coscienze degli Italiani in armi e della nostra società civile.

L’invenzione della parola “regionale” che spesso adotta l’ONU, organismo “globale” e assolutamente sovra-continentale, per sollecitare e validare il ricorso alla NATO in missioni che negli effetti sono “fuori areadell’EUROPA & DINTORNI….. (esempio: operazioni di addestramento militare per la sicurezza nei Paesi Africani), sembra preso in prestito da quella della politica amministrativa-urbanistica che in Italia definisce “area metropolitana”, per ridisegnare i confini extra-provinciali delle città, essenzialmente politici, peandare oltre i loro territori.

 

Gen. S.A. Vincenzo Camporini

 

già Presidente del CASD – Centro Alti Studi della Difesa

poi Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica

quindi Capo di Stato Maggiore della Difesa

oggi Vicepresidente dell’ IAI, Istituto Affari Internazionali

E’ tutt’oggi quasi invisibile il confine fra il rispetto del dovere Costituzionale nel proprio Paese e l’osservanza alle alleanze ed agli accordi che il Paese stesso sottoscrive.

Come in questi giorni, si è combattuti fra interessi nazionali e assistenze umanitarie che coinvolgono l’intero continente europeo. Interessi da dover superare quando l’emergenza dei flussi migratori riveste profili di evento epocale. Ma che nella nostra parte geofisica dell’Europa il mediterraneo, l’antico nostrum, si scolora e diventa un’altra cosa. Purtroppo soltanto nostra.

Il “Mare acrilico” di Emilia Orlando,2017

Mentre in modo alternato a ridosso dei nostri confini occidentali (Francia) e nord-orientale (Austria) e nell’ “area regionale” di alcuni Paesi balcanicisi levano scudidi propri interessi nazionali.

Il Piave, 1917, cent’anni fa, il passaggio fra le sponde

Nel suo rigore, il Barocco, escludendo focolai e scaramucce ininfluenti nel cammino della Storia,garantì un lungo periodo di tregue in Italia, ma poi scoppiò nel centro Europa la guerra dei 30 anni, 1618 1648, che sconvolse il centro europa fino ai balcaniSi riassestarono Regni, Imperi e Signorie con gli effetti sanguinosissimi per quei tempi di una ventina di milioni di morti.

E ripensando al “glifo barocco”, si è già svolta dal 1915 al 1945 la guerra di 30 anni in tutta Europa. Ma cresce,dall’ Europa e in tutto il mondo,lemergenza sicurezza.

 

Pippo Rizzo, Omaggio a Capogrossi, 1957

Quando il mondo dell’arte anticipa la Storia del mondo.