Il ponte de’ Fiorentini

o meglio,

ER PONTE DER SORDINO

Marcello Lezzi

(Teulié, corso Buffa di Perrero II, 2000-03)

 

 

Di recente mi è capitato di entrare in quella che fu la sede della Scuola Militare di Roma, Palazzo Salviati, attualesededel Centro Alti Studi per la Difesa.

Vi era una ricca ed eterogenea presenza di Ex Allievi di ogni Scuola Militare e,percorrendo il cortile interno,non sono riuscito a fare null’altro che correre dietro ai pensieri che nella mente si mescolavano confusi: i ricordi personali e sempre vivissimi di Milano, i racconti appena ascoltati di Napoli e i luoghi e le immagini storici ma sempre nuovi di Roma.

Tre città meravigliose per tre Scuole che hanno formato generazioni di giovani allievi così diversi, così lontani eppure tanto simili tra loro.

Immaginate una Scuola, un Collegio o quale che sia il termine che preferite, immaginate questi fratelli legati dalla vita, dagli eventi, dalla goliardia. Ora, proprio tra il Palazzo Salviati e la chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, costruite con la mente un ponte “de fero”, come lo chiamavano all’epoca, un collegamento sospeso tra le due rive del Tevere, con una campata di 93 metri di lunghezza per 5 metri di larghezza, il lastricato al centro ed i marciapiedi in legno erano sostenuti da fiancate a traliccio che collegavano i piloni costruiti sulle due rive tra i quali correvano cavi e tiranti a reggere l’intera struttura.

 

 

Me li immagino come in un sogno, uno di quei ricordi vaghi dell’infanzia,li vedo attraversare quel ponte, tutti perfettamente inquadrati, senza minimamente pensare di rompere lo schieramento un po’ per goliardia ed un po’ per orgoglio, tra gli scricchiolii delle strutture e le urla di chi riscuoteva il pedaggio, posizionato proprio davanti all’ingresso principale del Collegio.

Il ponte dei Fiorentini fu costruito tra via Giulia e via della Lungara, proprio all’altezza della Chiesadi San Giovanni dei Fiorentini (da cui il nome). Si tratta del primo ponte sospeso realizzato a Roma; il progetto dell’ing. Raffaele Canevari fu realizzato tra il 1861 ed il 1863 dell’ing. Calvi e dall’ing. MontgolfierBodin.

 

 

 

 

La struttura principale era costituita da due catene su ciascun lato che, una volta ancorate, ostenevano tutto il carico.

Ciascuna coppia era collegata da spranghe metalliche che, incrementandone la collaborazione, riducevano le oscillazioni.

 

L’impalcato era realizzato con travi a traliccio le quali limitavano le deformazioni senza aggravare eccessivamente il peso della struttura. La travi correvano tra i due piloni costruiti sulle due rive del Tevere e sostenevano il piano di calpestio. Quest’ultimo era realizzato in tavole di legno e lastricato.

 

 

I piloni non furono realizzati nell’alveo del fiume ma direttamente a riva, assieme a due piccole campate di circa dieci metri.

 

 

La società costruttrice aveva ottenuto dal governo pontificio la riscossione di un pedaggio per 99 anni per compensare le spese sostenute. Il pedaggio, dal quale erano esentati militari, gendarmi e frati mendicanti scalzi, era stabilito in cinque centesimi, ovvero “un soldo”; tanto bastò perché il ponte dei Fiorentini fosse ribattezzato nel “ponte del soldino” (er ponte der sordino).

 

 

 

La riscossione del pedaggio fu affidata al conte Domenico Celani il quale morì proprio a seguito di una lite per il pagamento del “soldo” stabilito. Gli successe il figlio Ferdinando che continuò i compiti paterni fino alla demolizione del ponte.

 

 

 

 

Nel 1939 infatti iniziò la costruzione, cento metri più a monte, del ponte intitolato al “Principe Amedeo d’Aosta” che fu inaugurato nel ’42. Il ponte “de fero”, che era riuscito a sopravvivere alla costruzione dei muraglioni alla fine ‘800, venne infine demolito nel 1941.